Progetto realizzato e curato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma |
Muula Adamson S, Mfutso-Bengo Joseph M. In quali casi dichiarare la sieropositività all'HIV? Giornale italiano di Scienze infermieristiche 2005;1(1):45–51.
Added by: Andrea Rizzo (15/03/2008 02:25:06) |
Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista Chiave di citazione BibTeX: Muula2005 Invia la risorsa per email ad un amico |
Categorie: Etica Sottocategorie: Riservatezza, Segreto professionale Autori: Mfutso-Bengo, Muula Collezione: Giornale italiano di Scienze infermieristiche |
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Allegati |
Abstract |
(Trascritto dall’articolo). L’HIV/AIDS in Africa è un problema di salute pubblica di grande importanza. La stigmatizzazione, la discriminazione e la mancanza di assistenza sanitaria appropriata sono tra le sfide più frequenti che le persone con HIV e le loro famiglie devono affrontare. Tra gli strumenti contro la lotta alla stigmatizzazione e la discriminazione è stata suggerita la dichiarazione dello stato di sieropositività all’HIV della persona. Oggi la divulgazione pubblica dello stato di sieropositività all’HIV trova posto nella lotta contro l’HIV e AIDS, agendo soprattutto nella modificazione dei comportamenti tra le persone a contatto col soggetto con HIV, ma abbiamo motivo di credere che la divulgazione porti con se dei potenziali danni concomitanti. Particolarmente problematica è la rivelazione dello stato di HIV dopo la morte. La divulgazione pubblica dovrebbe essere accompagnata da un counseling individuale appropriato e da una preparazione della comunità che deve affrontare la situazione, nel rispetto della sensibilità culturale e tenendo conto dei rischi e dei benefici degli individui, delle famiglie e della comunità. I sanitari dovrebbero ricordare che il loro compito principale è quello di agire rispettivamente nel miglior interesse del paziente, della famiglia e della comunità. Added by: Andrea Rizzo Last edited by: Andrea Rizzo |