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Kampowski Stephan. La visione del creato. Allargare lo spazio della ragione. Medicina e morale 2012;62(5):749–762.
Added by: Eleonora Pettenuzzo (01/02/2013 15:49:55) |
Tipo di Risorsa: Articolo di Rivista Chiave di citazione BibTeX: Kampowski2012 Invia la risorsa per email ad un amico |
Categorie: Biologia, Etica Sottocategorie: Bioetica, Biotecnologie, Biotecnologie sperimentali, Dilemmi etici, Principi etici Autori: Kampowski Collezione: Medicina e morale |
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Allegati |
Abstract |
(Trascritto dall’articolo). Nella sua enciclica Caritas in veritate Papa Benedetto XVI afferma che le domande connesse alla bioetica impongono la scelta tra due razionalità: da una parte una razionalità che è aperta alla trascendenza e che si percepisce come risultato della creazione e d’altra parte una ragione chiusa nell’immanenza che non riesce a spiegare la sua origine. Per una razionalità di questo tipo la ragione stessa diventa un fatto inspiegabile e viene in ultima analisi ridotta all’irrazionale in quanto deriva dal caso. Per la bioetica la scelta tra queste due razionalità è di grande significato. Una visione del mondo come risultato del caso, governato dalle leggi meccaniche senza novità, senza significato e senza ragione facilmente conduce ad un’astrazione scientifica, che potrà permettere all’agire biotecnologico dell’uomo di dimenticare il fatto che la vita non è un mero fatto bruto ma esistenza con interesse che prosegue degli scopi. Se trascuriamo la vita come vita, non ci sono più limiti a ciò che potremmo permetterci di fare con un essere vivente, l’uomo incluso. In una visione del mondo come creato, come proveniente dal Logos, dalla ragione divina, invece, si trovano scopi e significati e con ciò anche limiti e criteri per il nostro agire, incluso il nostro agire biotecnologico. Added by: Eleonora Pettenuzzo |